SPIEGARE E VINCERE LA LUDOPATIA

La teoria del Processo Anevrotico Terapeutico PAT, espone una chiave di lettura rivolta alla cura della piaga della ludopatia

Il gioco patologico

Il gioco è di per sé una fonte di soddisfazione. Essa è dovuta alla fantasia che è in grado di determinare senza alcuna conseguenza negativa sulla realtà dell’individuo ma anzi è da annoverare tra le pratiche più interessanti della vita.
Rappresenta una simulazione della realtà ed un esercizio di straordinario apprendimento psichico, ma proprio questo esercizio può rappresentare un tranello per chi non si sia distaccato dalla necessità dell’eccitazione fine a sé stessa.

La ludopatia, come dice il nome, consiste nella condizione traviata rispetto a quella originale in cui subentra un’ansia distruttiva nella mente umana.

Il gioco si trasforma

Del gioco vero e proprio, da cui essa deriva, non resta che l’aspetto eccitatorio portato all’estremo in grado di produrre un’aspettativa morbosa.
In effetti l’ansia tipica della ludopatia è quella all’ennesima potenza provata nella normalità del gioco.

Essa è dovuta alla frenesia moltiplicata per sé stessa, che non spaventa chi ne sia affetto.

La situazione è ben più chiara osservando dei bambini che giocano in gruppo, nei quali spesso si arriva ad una tale eccitazione da non poter essere sedata.
Ecco, quella stessa capacità eccitatoria avviene nella malattia dell’adulto, in cui la frenesia presente nel gioco dei bambini diventa inarrestabile e continua fino all’esasperazione tipica.

L’adulto tenta in modo continuativo di sedare l’eccitazione del “suo” gioco, ripetendo lo stesso meccanismo ormai a questo punto spaventosamente eccitante.

A cosa serve l’eccitazione

La ludopatia risulta in questa condizione incredibilmente gratificante e sprigiona l’ansia scambiata dalla mente per un farmaco, che riesce ad accantonare una paura mai confessata a sé stessi.

L’uomo spesso produce una eccitazione con cui riesce ad evitare l’angoscia.

2018-11-04T13:15:02+00:00