CURARE LA TOSSICODIPENDENZA ATTRAVERSO IL PROCESSO ANEVROTICO TERAPEUTICO

Lo sviluppo dell’esistenza conduce inevitabilmente ad avere dei sistemi compensativi riguardo alla sofferenza: è necessario entrare in questa ottica per rendersi conto come possa un’attività potenzialmente distruttiva penetrare nella consuetudine del comportamento.

Cosa significa tossicodipendenza

La tossicodipendenza viene descritta con determinati criteri riportati nella sezione dei “Disturbi correlati a sostanze” del DSM-5 (il testo che raccoglie i sintomi delle varie psicopatologie), in esso viene definita come “modalità patologica di assunzione” distinta mediante determinate caratteristiche presenti nel periodo di tempo di un anno; esse possono essere riassunte indicativamente nella perdita di controllo del soggetto rispetto al periodo iniziale del consumo, la compromissione della condotata di vita, la perdita del controllo individuale e sociale relativamente alla necessità di assumere la sostanza a cui viene subordinata la parte restante delle attività personali, trascuratezza nei suoi diversi gradi e modalità rispetto agli adempimenti consueti, gravi disturbi dovuti al fenomeno della tolleranza e disagi relativi all’astinenza.

La tossicodipendenza genera un disagio fisico e mentale

La dipendenza da sostanze porta a disagi di differente natura e gravità a seconda della sostanza in oggetto, fino a condizioni fisiche assolutamente rilevanti e mentali di profonda destrutturazione.

Le difficoltà psichiche dovute all’uso continuativo delle sostanze psicotrope è relativo non solo alla mancanza del benessere percepito, che ben presto nel tempo si attenua, ma anche o soprattutto alla necessità di rivendicare una disconnessione con la realtà incombente che circonda un soggetto non in grado di farvi fronte.

Si tratta potenzialmente di condizioni di estremo isolamento, mai completamente percepito, a cui l’individuo fa riferimento pur di fuggire da condizioni che nel loro insieme sono percepite come insostenibili.

Quali sono le principali cause della tossicodipendenza

Per avere ragione della inspiegabilità del gesto che comporta qualunque dipendenza, è necessario anzitutto rendersi conto del patimento talmente intimo da essere nascosto e non visto dallo stesso soggetto che ne soffra.
Intendo dire che non c’è individuo che sia rapito dall’ abuso di sostanze che non abbia un patimento psichico da dimenticare di entità assolutamente rilevante a cui non sia stato fatto fronte se non eclissandone la presenza.

Ora, é assolutamente necessario rendersi conto che proprio questa sofferenza riesce ad essere talmente occulta da negarsi alla vista di approfondimenti introspettivi operati dal singolo soggetto.

È indispensabile ricordare che in questo caso come non mai solo un uomo aiuta un altro uomo: è irrealizzabile osservare sé stessi fin nel profondo e lì individuare il dolore e dove sia posta la sua origine, In quale aspetto dell’ambiente inizi la sua pervasiva presenza. È chiaro che senza questo passo è ben difficile sconfiggere l’angustia che ha condotto a desiderare di non esistere anche solo per un’ora pur di dar modo alla propria entità essenziale di fuggire da quella consapevolezza.

Non si tratta di una memoria così come la si può intendere ordinariamente ma piuttosto di una emozione che continua a vivere esattamente come è stata provata mentre veniva assunta ed elaborata nel passato. Non si tratta di qualcosa che sia possibile scordare in senso stretto ma piuttosto ne si nega l’esistenza a sé stessi.

Dunque, la psicoterapia del Processo Anevrotico Terapeutico è rivolta a far riemergere l’origine di quello stato d’animo ed in esso abbattere il timore inconsapevole che è rimasto vivo e potente in quella mente.

Curare la tossicodipendenza con la psicoterapia PAT

Il Processo Anevrotico Terapeutico (PAT) si rivolge alla psicoterapia della tossicodipendenza, come ad altre forme di disagio, in abbinamento ai presidi in uso ordinariamente. Si tratta di una procedura di riequilibrio che tende alla ristrutturazione psichica del soggetto, indispensabile allo scopo di ricomporre la struttura del soggetto.

I risultati della sperimentazione e dell’attivita clinica compiuta su questa e su altre psicopatologie, propongono una prospettiva terapeutica innovativa, tesa alla remissione dei sintomi tipici del disagio da abuso di sostanze.

Sostanzialmente, la psicoterapia con il processo anevrotico terapeutico è rivolta a qualunque disagio originato da una condizione affettiva pregressa. Il Trattamento Terapeutico tende a ripristinare la trama interrotta in un passato vissuto con carenze tanto invisibili quanto oggi appaiono devastanti gli effetti. Così come è stato teorizzato, il PAT si prefigge di ripristinare la condizione emotiva del soggetto.

Questo viene realizzato con un lavoro intenso nello stesso terapeuta e promosso nel paziente. Particolarmente importante è il fatto che il Processo Anevrotico può essere utilizzato in modo congiunto in qualunque variabile terapeutica ed in abbinamento all’aspetto farmacologico biochimico. Questo ne permette l’uso a largo spettro, utilizzando in modo sinergico tutte le capacità curative presenti al momento attuale.